Scoperte

Dilli Dalli, la storia del nome che arriva dalle Bahamas

10 settembre 2018

Che settembre è il nuovo gennaio l’hanno già detto tutti, e non vorrei ripeterlo per l’ennesima volta anch’io. In genere però leggo di persone che si buttano in questo inizio cariche di entusiasmo, energia e buoni propositi. Io per una volta esco un po’ dal coro, e se è vero che anche per me l’anno inizia in queste settimane, nel mio caso si tratta di un avvio faticoso e lento.

Quest’anno più che mai sono svogliata, distratta, non riesco a mettere in moto le idee e tornare con serenità al solito ritmo incalzante.
Non conosco al 100% né il motivo né il rimedio, ma mi è venuta un’idea: ripartire dall’inizio, guardare indietro. Che a volte ripensare alla strada fatta aiuta a fare il punto e buttarsi con più slancio nelle avventure che verranno.

Oggi riparto da qui. E vi racconto una storia.

Quando in marzo ho trasformato il mio vecchio blog ‘Damigella Chicca’ in Dilli Dalli, tante persone mi hanno scritto in privato curiose di scoprire cosa significasse e da dove venisse il nuovo nome.

Dilli Dalli nasce qui. Sembra strano vero?

Nel 2009, in viaggio di nozze, dopo un meraviglioso on the road nell’ovest degli Stati Uniti che ci ha portato a macinare centinaia di chilometri da Seattle a Phoenix, siamo approdati in una minuscola isola delle Bahamas: Harbour Island.
Si tratta di un’isola davvero piccolissima, un microscopico puntino sulla mappa, dove non circolano auto e non c’è praticamente nulla. Tranne questa incantevole spiaggia di sabbia rosa, lunga più di 3 miglia.

Ebbene, a Dunmore Town – l’unico paesino dell’isola, un giorno mi sono imbattuta in un negozio tutto colorato, con l’insegna in legno “Dilly Dally”. Purtroppo il negozio era chiuso, ma era così carino che sono tornata più e più volte nei giorni seguenti, a orari diversi, eppure non sono mai riuscita a trovarlo aperto.

La cosa mi faceva diventare matta, soprattutto perché continuavo ad incontrare in giro per l’isola persone con deliziose shopper personalizzate Dilly Dally e la mia fantasia galoppava su tutte le possibili meraviglie che secondo me avevano appena acquistato. Non avevo e non ho tuttora idea di cosa vendesse questo negozio, ma in breve si è trasformato nel tormentone della vacanza (e a pensarci bene, anche in un’ottima scusa per tornare alle Bahamas!)

Negli anni successivi, il nome di quel negozio è entrato nel nostro lessico famigliare per indicare la possibilità di inventarmi un lavoro tutto nuovo, legato alle mie passioni e pieno di colore e serenità. Un’alternativa non meglio definita ad un lavoro che, così com’era, non mi rendeva felice.

“Aprire il mio Dilli Dalli” era l’ipotesi tanto vaga quanto dolce di buttarmi in qualcosa di mio, in cui poter esprimere la mia personalità e la mia voglia di creare, in piena libertà.

Quando il mio vecchio blog ha iniziato a starmi stretto, perché pian piano nascevano collaborazioni importanti e sentivo la necessità di crescere un po’, non ho avuto dubbi: quello che stava prendendo forma intorno a me era senz’altro Dilli Dalli!

E voi, amiche blogger, mi raccontate come avete scelto il nome del vostro blog?

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